Crocifisso dei Miracoli
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#Nasce

Tre cose non si sa se è meglio consigliare, perché si sa come iniziano ma non come finiscono. Andare in guerra, sposarsi, andare in Terra Santa.

 

Queste le parole di esordio di Franco Annicchiarico, gesuita, guida del nostro tour mediorientale. Correva l’anno 2016. Estate. Con un gruppo di amici di SpazioaiGiovani, ci rechiamo in Terra Santa. Avevamo un programma. Disatteso nelle aspettative.

Il nostro viaggio a Gerusalemme è stato un cammino. Nella fede, nella storia, nella geografia, nella politica. Un luogo santo, quasi il simbolo della santità in quanto combattimento. Perché, se in Occidente ormai il termine santo viene quasi scambiato per “pacato”, lì per noi si è rinnovato.

In un contesto dove la diversità fa da padrona, affiora spontaneo alla mente che non è la differenza l’ostacolo alla pace, ma il possesso. Soprattutto a Gerusalemme, l’ombelico del mondo.

Culture quasi cristallizzate nei secoli. Popoli uniti dalla Terra, ma separati dai principi. Un paradosso. Religioni che hanno come principi l’amore e la fratellanza, lì divisi da questioni di possesso, si ritrovano assieme creando un quadro quasi magico di luci ed ombre. Al di là del credo religioso, ciò che risalta è che si tratta delle luci ed ombre delle anime di tanti uomini, noi inclusi.

Torno da Gerusalemme triste per certe situazioni ancora irrisolte. Le entifada ed il muro persistono, ma in questo deserto nasce anche “altro”.

Il Caritas baby Hospital fu fondato da un sacerdote svizzero, Ernst Schnydrig. La notte di Natale del 1952, recandosi alla messa nella Basilica della Natività, passando vicino ad un campo profughi, incontrò un uomo palestinese intento a seppellire il proprio figlio morto per mancanza di cure mediche di base. Da quella constatazione drammatica, il sogno di un ospedale aperto a tutti i bambini. Per tutti i bambini.

Mi piace pensare che, laddove si innalzino, sempre più, alte barriere di demarcazione, esistano anche uomini di buona volontà, come padre Ernst, che costruiscono ponti, silenziosi, capaci di accordare una melodia diversa dal frastuono quotidiano del grido alla guerra.

Elisa Riccobono

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