Crocifisso dei Miracoli
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Ritiro MEG. “Esci dalla tua terra e va’”

I gruppi Meg (Emmaus e C14) attivi nella nostra comunità parrocchiale, si sono ritrovati domenica 26 Febbraio 2017 a S. Agata li Battiati, presso la “Casa Arrupe”, per meditare #insieme sul brano di Gn 12,1-9.

Sulla scia dello slogan “Esci dalla tua terra e va”, gli Emmaus e i C14 catanesi hanno trovato il coraggio di “uscire da casa” per mettesi in ascolto di Dio sulle orme del patriarca Abramo. La storia vocazionale di Abramo, efficacemente drammatizzata dai responsabili del Meg, ha aperto la giornata, pungolando i bambini e i ragazzi a lasciare tutto ciò che non permette loro di aprirsi interamente a Dio e di incontrare l’altro nella carità.

Divisi per branche, i più piccoli (gli Emmaus) e meno piccoli (i C14) hanno potuto sperimentare personalmente, attraverso opportuni giochi interattivi, cosa significa mettersi in ascolto di un Dio che parla e ci invita nel quotidiano a fidarci di Lui affinché la nostra esistenza, arricchita dal dono della Sua presenza, possa essere vissuta in pienezza.

Dopo aver spezzato il pane della Parola nelle rispettive branche, si è condiviso, in spirito di carità e servizio, il pranzo al quale sono intervenuti i genitori dei bambini e dei ragazzi del Meg, partecipanti a questa giornata dallo stile e dal sapore tipicamente ignaziano.

Per i genitori è stato creato un pit stop specifico curato da p. Michele Papaluca e Daniele Famoso, nell’obiettivo di poter individuare le opzioni e le strategie educative più appropriate per imparare a divenire una comunità sempre più fondata in Cristo Gesù. Nel frattempo il gruppo Emmaus e il gruppo C14 si trovavano “costretti”, a causa della pioggia incessante, a rinunciare a cercare il tesoro sepolto nel parco annesso alla “Casa Arrupe”. Ciononostante, la voglia di mettersi in gioco nei bambini e nei ragazzi del Meg non è venuta meno.

Nel tardo pomeriggio, i bambini, i ragazzi e le loro famiglie si sono poi ritrovati a celebrare l’Eucarestia. P. Michele ci ha esortato a ritrovare il tempo per metterci in ascolto di un Dio che ci chiama alla vita, che ci ama per primo. Un Dio che ci chiede, nell’accogliere il progetto che egli ha per ciascuno di noi, di diventare amanti del prossimo, riecheggiando così nel nostro quotidiano l’essere “a Sua immagine”, Trinità, e “vivere l’altro” senza pregiudizi.

Nell’Incarnazione, Dio sceglie la natura dell’uomo per restituirci nuovamente la dignità di figli, riconciliandoci per sempre con Lui nel sacrificio supremo della Croce.

Marco Maio

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