Crocifisso dei Miracoli
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ESSERCI…

Ho preso lo zaino, pieno di tutta la mia storia, ed ho cominciato a camminare insieme al resto della comunità parrocchiale con il mio passo, a volte più sicuro e spedito ed a volte incerto e lento, sentendomi accompagnata con attenzione ed affetto e grata sempre per la fiducia che ho ricevuto e che talvolta mi ha sorpresa.

 

Ho incontrato la Parrocchia del Crocifisso dei Miracoli circa sei anni fa.

Entrare nel Consiglio Pastorale Parrocchiale, partecipare dapprima alle attività del MEG e progressivamente a tutte le iniziative e gli eventi che nascevano, è stato appassionante e faticoso insieme. È stato un viaggio con tutte le attese, la ricerca e gli imprevisti di ogni nuovo cammino e l’ho affrontato con lo stile che ho imparato dallo scoutismo: con il sorriso, la disponibilità a sorprendersi e l’impegno a fare del proprio meglio.

Quando in Consiglio pastorale si è cominciato a parlare di Parrocchia-casa e di uno stile di vita parrocchiale capace di trasmettere il calore domestico dell’accoglienza e della condivisione, ho sentito che ciò sollecitava certamente una domanda relativa al fatto di “esserci” ma delineava anche il “come esserci” e soprattutto era coerente con la mia esperienza e con il progetto di famiglia che insieme ad Aldo abbiamo coltivato e cercato di testimoniare ai nostri ragazzi.

È stato perciò con grande naturalezza e gioia che la nostra casa si è aperta, donandoci tutta la ricchezza degli incontri e delle amicizie che sono nate e cresciute ed allo stesso tempo la parrocchia è stata sempre più un luogo familiare per noi, vitale e generativo. Uno spazio di servizio e di condivisione.

Quando entro in Parrocchia mi sento a mio agio, mi guardo intorno e, come tanti altri, mi accorgo di essere partecipe di un progetto più grande di quello che conosciamo e di cui siamo consapevoli. Sono orgogliosa di poter contribuire con una piccola goccia al cammino di questa realtà che è diventata tanto significativa per Catania.

Credo poi che essere donna e mamma mi abbia definita anche nel modo di vivere le relazioni e mi abbia aiutata a mettere il cuore in ciò che faccio in parrocchia, impegnandomi ad accogliere, custodire e sostenere come posso.

Ho imparato dal mio primo assistente scout che i laici che lavorano con i sacerdoti devono sapere essere collaboratori generosi e protettivi, attenti ad essere per loro un aiuto e non un limite, mai un ostacolo. Così ho guardato i molti sacerdoti ed i giovani in cammino di formazione o discernimento incrociati in parrocchia. Stupita, ammiravo la loro capacità di impegno e di studio, ma percepivo anche di essere in qualche modo corresponsabile di un tratto del loro percorso. Entrare in contatto con una comunità di religiosi e con lo stile dei gesuiti è stata un’esperienza molto particolare, proprio come avvicinarsi ad una famiglia con le sue regole e peculiarità, con la quotidianità ed i progetti di cui si può condividere molto ma certamente non tutto.

Ho considerato questo un confine utile, importante e reciprocamente protettivo che consente di muoversi con familiarità ed attenzione, di entrare in punta di piedi e senza invadenza per sostenere le iniziative, valorizzare le competenze e rispettare i tempi e le storie di ciascuno.

Oggi guardo questa realtà parrocchiale e ciò che è diventata, la vedo un’occasione stimolante e dinamica per questa città silente se non disordinatamente rumorosa. L’attenzione e l’approfondimento della Parola, la cura della formazione, lo stile sobrio ma intenso di una spiritualità aperta ed in costante ricerca di senso e di contatto, mi sembrano il modo migliore per guardare con misericordia ai giovani, ai poveri ed alle famiglie che tanto hanno bisogno di incrociare sguardi capaci di accogliere, curare e sostenere. Come sempre accade, sento di avere ricevuto più di ciò che posso aver regalato a mia volta e conservo nel cuore volti, parole e gesti.

Esserci per me ha il profumo dei buoni incontri, degli apprendimenti, delle esperienze che interrogano e aprono il cuore. Ed anche di tanto buon cibo cucinato insieme o semplicemente condiviso con gioia!

 

Angela Giarrizzo

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